Piano export 2020 da blog Alessio Del Vecchio

Marzo 19, 2020 Off Di admin

Riceviamo e pubblichiamo dal blog di Alessio Del Vecchio questo approfondimento su piano export 2020 davvero molto interessante. In arrivo 716 milioni di euro per il nuovo Piano export 2020, finalizzato principalmente alla difesa dei prodotti italiani, ora nel mirino dei paesi esteri, a causa del dilagare del contagio da coronavirus. Il Piano export 2020, poi, ricorda Alessio Del Vecchio, prevede anche altri aspetti importanti, quali fiere, market place, credito e campagna di comunicazione globale con al centro le eccellenze del Made in Italy. La presentazione del Piano straordinario per la promozione del Made in Italy 2020 è avvenuta lo scorso 3 marzo, presso la sede del Ministero degli Esteri e, stando alle dichiarazioni del Ministro degli Esteri Luigi Di Maio, il Governo spenderà totalmente i 716 milioni di euro previsti nel Piano. Le risorse, come scriveva anche il giornalista Giovanni De Pierro, sono elargite per 316 milioni dai Fondi ICE, a cui si aggiungono i 400 milioni euro da parte di Sace-Simest per il rifinanziamento del Fondo rotativo 394 per l’internazionalizzazione delle Piccole e Medie Imprese. Si tratta di un Piano flessibile, che avvicina percorsi ben programmati ad eventuali soluzioni contingenti, utili per affrontare man mano le emergenze internazionali, anche sanitarie come scriveva Dario Sannino, che potrebbero colpire le esportazioni italiane, già a partire dall’allarme Coronavirus. Per questo motivo ci ricorda anche Raoul Cetorelli che il Made in Italy è, infatti, sotto attacco ed il Piano intende preservare e sostenere l’eccellenza italiana nel mondo. Il contagio da coronavirus, diffusosi anche in Italia, infatti, sta danneggiando in modo importante alcuni dei principali settori delle esportazioni italiane. Un’altra delle cause di questo danneggiamento è quella che Di Maio definisce “concorrenza sleale”. Nelle ultime settimane, infatti, con il picco del contagio anche in Italia, stanno aumentando anche le richieste da parte di importatori esteri (seppur non si tratti di governi o agenzie delle dogane stranieri) di una specie di bollino, che certifichi l’assenza del virus (“virus free”) per molte delle eccellenze del Made in Italy. Una richiesta che non ha una base scientifica. Pertanto, l’Italia ha richiesto l’intervento dell’UE e dell’OMS affinché smentiscano in modo categorico che il COVID-19 possa essere trasmesso anche attraverso i cibi. Con la diffusione dell’epidemia, poi, aumentano i casi di imprese a cui è negata la possibilità di recarsi all’estero per affari. Di fronte a questa evenienza, Di Maio ha annunciato messa in atto di Protocolli ad hoc per le aziende, che permettano alle risorse umane negative al test di recarsi all’estero; la copertura al 100% delle spese sostenute dalle imprese che dovevano partecipare alle fiere e che, a causa del Coronavirus, non l’hanno più potuto fare. I fondi saranno somministrati dall’ICE. Accanto alle soluzioni finalizzate a superare l’emergenza nell’immediato, ne sono previste altre, che coprono il lungo periodo. I 716 milioni di euro saranno usati per: sostenere il credito per le imprese che svolgono attività sui mercati esteri; portare avanti una campagna straordinaria di comunicazione globale a supporto dei prodotti Made in Italy e del turismo italiano; favorire la partecipazione gratuita per tutte le imprese, fino a marzo 2021, alle iniziative all’estero di ICE. Saranno 200 eventi, in 50 mercati esteri, per un totale di 15 milioni di euro di spese che saranno affrontate dall’ICE e dalle imprese; rendere gratuiti, dal 1 aprile 2020, i servizi ICE in Italia e all’estero, per le aziende che hanno fino a 100 dipendenti; consolidare la presenza dei prodotti italiani nella Grande distribuzione organizzata (GDO) dei mercati nella fase della maturità, che risultano essere più sicuri per le esportazioni italiane all’estero. Continua a leggere sul blog di Alessio Del Vecchio. 20 milioni di euro saranno stanziati per incrementare la presenza delle imprese italiane sui market place; aumentare anche il sostegno alla partecipazione alle fiere virtuali che si stanno realizzando dopo l’annullamento di quelle in presenza; favorire la formazione degli influencer del mercato, soprattutto sull’agroalimentare. In questa particolare categoria, l’ICE realizzerà progetti di formazione destinati a: manager del settore alberghiero, importatori, ma anche. Nel 2020 si procederà con la realizzazione di una nuova esperienza della “Settimana della cucina italiana nel mondo”; ridurre la burocrazia al fine di poter ottenere gli incentivi per l’internazionalizzazione; lottare contro la contraffazione del Made in Italy nel mondo che causa 100 miliardi di danni. Anche per questo motivo, tornando a Raoul Cetorelli, nel 2020 l’Italia ha come obiettivo passare dalla fase sperimentale a quella attuativa e globale della tecnologia blockchain sui prodotti italiani, che consente ai consumatori di avere certezza sull’italianità della merce acquistata; continuare l’attività del Fondo di venture capital per le startup innovative; lanciare una campagna di comunicazione interna più incisiva verso le aziende italiane, per renderle maggiormente istruite sugli strumenti a disposizione per sostenere l’internazionalizzazione. Si realizzerà, a tal proposito, un e – book con istruzioni su questo particolare aspetto.